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l'alzata

di Valentina Lambruschi_selezione 2009

Vivo in corsia dal 2002 e da allora questo reparto è sia luogo di lavoro che casa. A volte vengo considerata un limite alla vita e non un mezzo per preservare un po’ di autonomia. Sono, per mia natura di sedia a rotelle, una tipa dalla mentalità aperta: il mio corpo accoglie chiunque senza fare selezioni. Dopo anni di silenzio decido di prendere un po’ di spazio per me, un piccolo ma autentico luogo immaginario dove scrivere il diario di una sedia a rotelle. Adesso parlo io: 2 mani che mi spingono, 16 pazienti e 1 viaggio.
Il viaggio. Esistono tanti viaggi, fra tutti, però, si differenzia lui, il primo autentico viaggio nella vita di ognuno di voi: l’esplorazione dell’ambiente circostante mediante i primi passi. Io accompagno verso il cammino. Negli anni ho sperimentato il fallimento ma mi sono anche commossa nel percepire l’alzata. Il sollevamento ha la forza emozionale che rovescia la direzione della vita e che rovescia un po’ anche me. Ciò che mi commuove di più all’interno di questo viaggio è il tentativo. Lo sforzo di raggiungere una meta prefissata è stimolante e tiene dentro tutti i sapori della crescita per imparare, ancora una volta, i segreti della locomozione. Vi sento vivi quando, facendo affidamento sul mio sostegno, tentate di sollevarvi da me. Così inizia il vostro viaggio. Il piede destro prende l’iniziativa e, tenace come un corteggiatore innamorato, trova il coraggio di spingersi in avanti. Il piede sinistro si fa attendere si attendere al pari della corteg- giata preziosa,poi cede alla tentazione di lasciarsi trascinare. I piedi si alleano e avanzano piccoli passi sempre più stabili e sicuri lungo il percorso per assaporare il piacere della riuscita ed il potere della rinascita. Scoprite così una terra già percorsa sulla quale, però, non avete mai prestato la giusta attenzione, quella stes- sa che fa notare le cose altrimenti chiamate inerzie. La mattonella dove distribuire il peso corporeo per stare in equilibrio, il lungo corridoio da percorrere, le pareti lisce, il profumo del cibo.
Il vostro è un invisibile bagaglio colmo di pensieri, dieci chili di idee pulite, disossate dal- le intuizioni e senza il grasso delle aspettative. Oggi pomeriggio ho ammirato uno di voi, un fra- gile uomo scarabocchiato dalle rughe.“Mi sento un Cristoforo che vede nuovo un terreno antico” disse balzando in piedi. “Terra, terra!”, esclamò, immedesimandosi nell’uomo del Nuovo Mondo. Poi vidi i suoi primi passi. Un “meraviglioso” gli scivolò via dalle labbra e si ritrovò a sor- ridere, come credeva non avrebbe più fatto, esplorò il suo continente e guardandosi intorno con l’emozione del compiacimento disse: ”Con una manciata di passi ho raggiunto l’America”. La libertà acquisita per la seconda volta è svincolata da qualsiasi parametro materiale. Tante destinazioni lontane e costose sono consigliate per acquisire l’indipendenza ignoran- do che il solo viaggio verso la vera autonomia sta tutto in un conto alla rovescia: 3, 2, 1, spinta verso l’alto e partenza.

 
Progetto e direzione artistica
Luciana Damiano

 

Consulente
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Ufficio stampa e Comunicazione

Luciana Damiano

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